Le panchine giganti del Roero: un itinerario tra Arneis, noccioleti e panorami sulla sponda dimenticata
- Walter Perlo
- 7 lug
- Tempo di lettura: 2 min
C'è una sponda del Tanaro che i turisti attraversano senza fermarsi. La guardano dal finestrino mentre vanno verso Alba, verso le Langhe, verso i grandi nomi del Barolo e del Barbaresco. Eppure il Roero — quella collina morbida e boscosa che si stende sulla destra del fiume — ha una luce diversa. Meno celebrata, più silenziosa. E tra i suoi vigneti di Arneis e i suoi noccioleti sono spuntate quattro panchine giganti che aspettano di essere cercate.
Big Bench #167 — Verde, Montà d'Alba
La più panoramica del Roero e anche la meglio recensita — 4.7 su Google con quasi cento valutazioni. Si trova lungo la SP167, ben segnalata, raggiungibile con una breve camminata tra i filari. Il verde si mimetizza con i vigneti circostanti e nelle giornate limpide la vista arriva fino alle Alpi. È il punto di partenza ideale per l'itinerario.
Big Bench #47 — Rosa, Canale d'Alba
Canale è famosa per le sue pesche e per il Mercato Ortofrutticolo più importante del nord Italia. Ma sulla Collina Giaconi di Madonna dei Cavalli c'è una panchina rosa che guarda i vigneti dall'alto con una vista che vale la salita — e la salita è ripida, tra i filari stretti. Accanto alla panchina una piccola cabina inglese in legno. Il GPS non sempre porta nel punto esatto — meglio seguire i cartelli stradali una volta in paese.
Big Bench #5 — Grigia, Vezza d'Alba
Il numero cinque del circuito Big Bench — una delle prime realizzate in assoluto. Si sale a piedi tra i vigneti, con fontanelle lungo il percorso. Il timbro per il Passaporto Big Bench lo trovate al Caffè 51 in paese, dove vi spiegano anche il percorso esatto per arrivarci. Tra le quattro è la più impegnativa fisicamente — e forse proprio per questo la più soddisfacente.
Big Bench #157 — Rosso Granata, Castellinaldo d'Alba
Il colore RossoBarbera — granata intenso come il vino che cresce intorno. Parcheggio comodo e una breve salita attraverso il vigneto. Nelle vicinanze il Vigneto Pastel, che vale una sosta. È la chiusura perfetta dell'itinerario — meno nota delle altre tre, meno frequentata, con quella quiete che si trova solo quando i turisti non hanno ancora scoperto un posto.
Come organizzare l'itinerario
L'ordine ideale parte da Montà — la più a nord — e scende verso Castellinaldo passando per Canale e Vezza d'Alba. In auto si percorrono circa 25 chilometri totali. Mezza giornata è sufficiente se si procede senza fretta, una giornata intera se si aggiunge una sosta pranzo a Canale o una passeggiata nel centro di Vezza.
Tutte e quattro le panchine sono gratuite e accessibili tutto l'anno dall'alba al tramonto. L'ultimo tratto è sempre a piedi — scarpe comode, acqua nello zaino, e un po' di fiato per la salita.
Se le Langhe le conosci già, il Roero ti sorprenderà. Ha lo stesso paesaggio — le colline, i vigneti, le Alpi all'orizzonte — ma con meno folla, più silenzio, e quella sensazione di scoprire qualcosa che non tutti conoscono ancora.
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